UE-Mercosur e il commercio del vino: cosa devono sapere gli avvocati prima dell’entrata in vigore dell’accordo

9 Luglio 2026

  • Brasile
  • Distribuzione
  • Fisco e tasse

Dopo oltre vent’anni di negoziati, l’accordo UE-Mercosur rimane in una fase giuridicamente incompleta ma commercialmente rilevante. Per gli avvocati che assistono i clienti del settore vinicolo, la questione fondamentale non è più se l’accordo ridisegnerà gli scambi commerciali, ma come e quando le sue disposizioni inizieranno a incidere sull’accesso al mercato, sulla conformità normativa e sul posizionamento competitivo.

Un accordo negoziato, ma ancora privo di piena efficacia giuridica

Il pilastro commerciale dell’accordo è stato concluso a livello politico nel 2019, seguito da revisioni in corso e negoziati aggiuntivi, in particolare sugli impegni ambientali. Sebbene l’accordo completo sia ancora in attesa dei processi di ratifica da entrambe le parti, in questa fase l’accordo provvisorio è già in vigore e produce i suoi effetti.

Da un punto di vista giuridico, ciò crea uno scenario ibrido: (i) il testo è sufficientemente definito per anticipare obblighi e opportunità, (ii) ma non è ancora pienamente vincolante, (iii) con misure provvisorie già applicabili.

Questa distinzione è fondamentale per i consulenti legali. L’accordo completo non può ancora essere invocato come legge applicabile, ma funge già da tabella di marcia affidabile per le future condizioni normative e commerciali.

Perché il vino è importante in questo accordo

Il settore vitivinicolo si colloca al crocevia di diversi capitoli chiave dell’accordo:

  • liberalizzazione tariffaria;
  • misure sanitarie e fitosanitarie (SPS);
  • ostacoli tecnici al commercio (TBT);
  • proprietà intellettuale, in particolare le indicazioni geografiche (IG).

Ciò rende il vino un caso di studio articolato su più livelli su come l’accordo funzionerà nella pratica.

Allo stesso tempo, il contesto economico ne rafforza la rilevanza. L’Unione europea è il secondo partner commerciale del Mercosur, con forti complementarità nei flussi commerciali. Le esportazioni del Mercosur sono concentrate nei prodotti agricoli, mentre quelle dell’UE si concentrano in categorie a più alto valore aggiunto, tra cui rientra il vino.

Dazi: un impatto graduale ma significativo

Attualmente, le esportazioni di vino verso il Mercosur, soprattutto in Brasile, sono soggette a dazi all’importazione associati a un complesso regime fiscale interno. Sebbene l’accordo non elimini immediatamente tutte le barriere, esso prevede riduzioni tariffarie progressive e condizioni di contingentamento migliorate.

Nel frattempo, il sistema fiscale brasiliano è oggetto di una riforma completa, il che rafforza l’importanza di un’assistenza legale specializzata.

Per gli operatori del settore legale, ciò solleva alcune questioni pratiche:

  • l’interpretazione delle tabelle tariffarie e dei periodi di transizione;
  • l’interazione con i regimi fiscali nazionali;
  • la strutturazione degli accordi di distribuzione per sfruttare i vantaggi tariffari nel tempo.

Il punto fondamentale è che i benefici tariffari non saranno uniformi né immediati. Per essere sfruttati efficacemente, richiederanno una pianificazione legale ativa.

Al di là dei dazi: l’attrito normativo è il vero campo di battaglia

Più significative dei dazi sono le disposizioni relative alle barriere normative.

Le esportazioni di vino risentono fortemente dei requisiti di etichettatura, delle procedure di certificazione, dei controlli sanitari, delle norme di registrazione dei prodotti e delle protezioni geografiche.

L’accordo introduce impegni volti ad aumentare la trasparenza e a ridurre le barriere superflue, in particolare nell’ambito dei capitoli “Misure sanitarie e fitosanitarie” (SPS) e “Ostacoli tecnici al commercio” (TBT). Tuttavia, non prevede una piena armonizzazione.

Questo significa che la conformità normativa rimarrà specifica per ciascuna giurisdizione, ma le procedure dovrebbero diventare più prevedibili e meno discrezionali.

Per gli avvocati, ciò si traduce nel passaggio dal dover districarsi in sistemi opachi al fornire consulenza all’interno di un quadro normativo più strutturato, sebbene ancora frammentato.

Indicazioni geografiche: tutela e tensioni

Uno degli aspetti giuridicamente più delicati dell’accordo è la tutela delle indicazioni geografiche.

L’UE mira al riconoscimento e alla tutela di un’ampia gamma di IG europee nei paesi del Mercosur, comprese le denominazioni vinicole. Ciò comporta una maggiore tutela per i produttori europei contro l’uso improprio delle denominazioni e potenziali restrizioni all’uso di determinati termini da parte dei produttori locali.

Da un punto di vista giuridico, il nuovo quadro normativo solleva questioni quali:

  • la coesistenza con marchi preesistenti;
  • i periodi di transizione per gli operatori locali;
  • i meccanismi di applicazione e i rischi di contenzioso.

Si tratta di un ambito in cui è probabile che sorgano controversie, in particolare nei mercati in cui sono consolidate pratiche locali.

Servizi, distribuzione e struttura del mercato

Sebbene spesso trascurate, le prestazioni di servizi rivestono grande importanza per il settore vinicolo.

Ogni anno l’UE esporta servizi per un valore di quasi 30 miliardi di euro verso il Mercosur, il doppio rispetto al volume delle esportazioni in senso inverso.

L’accordo mira a migliorare le condizioni per:

  • operatori logistici
  • reti di distribuzione
  • rappresentanze commerciali
  • agenzie di marketing e pubblicità

Per gli esportatori di vino, l’accesso al mercato non riguarda solo i dazi doganali, ma anche le modalità con cui i prodotti raggiungono i consumatori.

I consulenti legali dovranno prendere in considerazione:

  • accordi di distribuzione e clausole di esclusività
  • requisiti normativi per importatori e distributori
  • rispetto delle norme di compliance

Il divario nell’attuazione: dove risiede il rischio

Anche dopo la ratifica, l’accordo non produrrà effetti uniformi immediati.

La sua attuazione dipenderà da riduzioni tariffarie graduali, adeguamenti normativi nazionali e prassi amministrative.

Ciò crea un divario tra gli impegni formali e i risultati concreti.

Per gli avvocati, è proprio qui che l’attività di consulenza assume il massimo valore:

  • gestire le aspettative dei clienti
  • individuare i disallineamenti temporali tra le modifiche normative e la realtà di mercato
  • mitigare i rischi legati a un’attuazione parziale o incoerente

Cosa dovrebbero fare gli avvocati in questo momento?

Considerare l’accordo come un progetto politico lontano nel tempo è un errore. La ratifica non è imminente, ma avverrà.

Anziché limitarsi ad aspettare, i consulenti legali dovrebbero:

  • analizzare i capitoli pertinenti (dazi, SPS, TBT, IG) da una prospettiva settoriale specifica;
  • anticipare le modalità di interazione tra la legislazione nazionale e l’accordo;
  • predisporre strutture contrattuali in grado di adattarsi a cambiamenti graduali;
  • monitorare attentamente gli sviluppi relativi alla ratifica e all’attuazione.

In termini pratici, l’accordo dovrebbe già far parte della consulenza legale strategica, anche prima della sua entrata in vigore formale.

L’ultimo sorso

L’accordo UE-Mercosur non rivoluzionerà il commercio del vino dall’oggi al domani. Il suo impatto sarà graduale, tecnico e spesso sottile, ma per chi opera come consulente nel settore, esso segna un chiaro punto di svolta. Stiamo passando da un contesto normativo frammentato e spesso opaco a un quadro più strutturato e basato su regole, che è complesso ma più prevedibile.

Comprendere l’accordo in teoria è solo il primo passo. La vera sfida consiste nel tradurne le disposizioni in strategie giuridiche concrete prima che lo facciano i concorrenti.

Geraldo Fonseca

Aree di attività

  • Diritto societario
  • Recupero credito
  • Fallimentare
  • Commercio internazionale
  • Contenzioso

Scrivi a Geraldo





    Leggi la privacy policy di Legalmondo.
    Questo sito è protetto da reCAPTCHA e si applicano le Norme sulla privacy e i Termini di servizio di Google.