{"id":4780,"date":"2017-11-27T21:43:50","date_gmt":"2017-11-27T20:43:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.legalmondo.com\/?p=4780"},"modified":"2020-01-05T21:41:53","modified_gmt":"2020-01-05T20:41:53","slug":"distribuzione-online-nullo-divieto-strumenti-comparazione-prezzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.legalmondo.com\/it\/2017\/11\/distribuzione-online-nullo-divieto-strumenti-comparazione-prezzi\/","title":{"rendered":"Distribuzione online \u2013 Nullo il divieto di strumenti di comparazione dei prezzi?"},"content":{"rendered":"<p><strong>I produttori di articoli di marca <\/strong>tipicamente puntano ad assicurare lo stesso livello di qualit\u00e0 lungo tutti i canali di distribuzione. Al fine di conseguire tale scopo, essi stabiliscono criteri su come rivendere i propri prodotti. Con l\u2019aumento delle vendite via internet, l\u2019utilizzo di tali criteri \u00e8 aumentato altrettanto.<\/p>\n<p><strong>Il miglior esempio: Asics. <\/strong>Fino al 2010, la controllata tedesca <strong>Asics <\/strong>Deutschland GmbH riforniva i propri distributori in Germania senza applicare criteri particolari. Nel 2011, Asics ha lanciato un sistema di distribuzione selettivo chiamato \u201c<em>Distribution System 1.0<\/em>\u201c. Esso prevede, tra le altre cose, un <strong>divieto generale<\/strong>, per i distributori, di usare <strong>strumenti di comparazione dei prezzi<\/strong> nelle vendite online:<\/p>\n<p><em>\u201cIn aggiunta, il distributore autorizzato \u2026 non \u00e8 da ritenersi autorizzato \u2026 a supportare la funzionalit\u00e0 di comparazione dei prezzi apportando l&#8217;interfaccia specifica d&#8217;applicazione (\u201cAPI\u201d) per tali strumenti di comparazione dei prezzi.\u201d [tradotto]<\/em><\/p>\n<p>L&#8217;Ufficio federale dei cartelli tedesco (\u201c<a href=\"http:\/\/www.bundeskartellamt.de\/DE\/Home\/home_node.html;jsessionid=7E5996D9AA1E823615AB97B7A092F923.2_cid378\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Bundeskartellamt<\/strong><\/a>\u201d) ha stabilito, con decisione del 26\u00a0agosto 2015, che il <strong>divieto di utilizzare strumenti di comparazione dei prezzi<\/strong> nei confronti di distributori presenti in Germania era nullo in quanto viola l\u2019articolo <strong>101 (1) <\/strong><a href=\"http:\/\/eur-lex.europa.eu\/legal-content\/IT\/TXT\/HTML\/?uri=CELEX:12012E\/TXT&amp;from=En\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>TFUE<\/strong><\/a> <strong>e<\/strong><strong> l\u2019art. 1 della <\/strong><a href=\"http:\/\/www.gesetze-im-internet.de\/englisch_gwb\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Legge contro le limitazioni della concorrenza<\/strong><\/a> (cfr. il testo della decisione, di 196\u00a0pagine, <a href=\"http:\/\/www.bundeskartellamt.de\/SharedDocs\/Entscheidung\/DE\/Entscheidungen\/Kartellverbot\/2015\/B2-98-11.pdf?__blob=publicationFile&amp;v=3\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">qui<\/a>). Il motivo addotto \u00e8 che tale divieto punterebbe principalmente a controllare e limitare la competizione dei prezzi a spese del consumatore. Asics, per contro, ha presentato ricorso dinnanzi all\u2019Alta Corte Regionale di D\u00fcsseldorf, al fine di vedere annullata la decisione dell&#8217;Ufficio federale dei cartelli, sostenendo che tale divieto era uno standard di qualit\u00e0 proporzionato nell\u2019ambito del suo \u201c<em>Distribution System 1.0<\/em>\u201c, mirante a una presentazione uniforme dei prodotti.<\/p>\n<p>Il 5\u00a0aprile 2017, l\u2019<strong>Alta Corte Regionale di D\u00fcsseldorf<\/strong> ha confermato, cos\u00ec come la decisione dell\u2019Ufficio federale dei cartelli, che nell\u2019ambito di sistemi di distribuzione selettiva il divieto generale di usare strumenti comparazione dei prezzi era anticoncorrenziale e con ci\u00f2 nullo (fasc. n. VI-Kart 13\/15 (V); vedi altres\u00ec la <a href=\"http:\/\/www.bundeskartellamt.de\/SharedDocs\/Meldung\/EN\/Pressemitteilungen\/2017\/06_04_2017_Asics.html?nn=3591568\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">rassegna stampa<\/a> dell\u2019Ufficio federale dei cartelli in inglese):<\/p>\n<ul>\n<li>In particolare, il divieto di strumentazione di comparazione dei prezzi <strong>non era dispensato, nell\u2019ambito di una interpretazione teleologica <\/strong>(\u201c<em>Tatbestandsreduktion<\/em>\u201d), <strong>dall\u2019art. 101 co. 1 <\/strong><a href=\"http:\/\/eur-lex.europa.eu\/legal-content\/IT\/TXT\/HTML\/?uri=CELEX:12012E\/TXT&amp;from=En\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>TFEU<\/strong><\/a>. Secondo la Corte, ci\u00f2 non era necessario al fine di proteggere la qualit\u00e0 e l\u2019immagine di prodotto del brand Asics (ossia la stessa argomentazione dell\u2019Alta Corte regionale di Francoforte nella sua sentenza del 22.12.2015, fasc. n. 11 U 84\/14 riguardante gli zaini di Deuter; la Corte suprema federale non dovr\u00e0 pi\u00f9 decidere su tale caso perch\u00e9 la revisione \u00e8 stata ritirata in marzo\u00a02017, fasc. n. KZR 3\/16). La Corte ha dichiarato che il divieto era volto a limitare i compratori, argomentando che i distributori sarebbero stati limitati nell\u2019entrare in una competizione sui prezzi con altri. La presentazione di prodotti all&#8217;interno degli strumenti di comparazione dei prezzi non avrebbe danneggiato la qualit\u00e0 o il brand di prodotti Asics. Non avrebbe nemmeno dato \u201c<em>l\u2019impressione di un mercato delle pulci<\/em>\u201d, nemmeno attraverso la presentazione, in parallelo, di prodotti usati. Inoltre, il divieto di strumenti di comparazione dei prezzi non risolverebbe comunque il problema del \u201c<em>free-riding<\/em>\u201d. In ogni caso, il divieto generale posto all&#8217;utilizzo di strumenti di comparazione dei prezzi non era necessario e perci\u00f2 illegittimo.<\/li>\n<li>Il divieto, inoltre, <strong>non doveva ritenersi esentato<\/strong> dal <a href=\"http:\/\/eur-lex.europa.eu\/LexUriServ\/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2010:102:0001:0007:IT:PDF\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">regolamento sulle categorie di accordi verticali e pratiche concordate<\/a>. Al contrario, la Corte ha rilevato che il divieto avrebbe limitato vendite passive (svolte cio\u00e8 attraverso internet) verso consumatori finali, contrariamente all\u2019art. 4 (c) del <a href=\"http:\/\/eur-lex.europa.eu\/LexUriServ\/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2010:102:0001:0007:IT:PDF\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">regolamento sulle categorie di accordi verticali e pratiche concordate<\/a> (facendo riferimento alla decisione della <a href=\"https:\/\/curia.europa.eu\/jcms\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Corte di Giustizia dell\u2019UE<\/a> nel caso di Pierre Fabre, 13\u00a0ottobre\u00a02011, fasc. n. C-439\/09). Il \u201c<em>principio di equivalenza<\/em>\u201d (secondo cui le restrizioni valide per le vendite offline cos\u00ec come online non dovrebbero essere identiche, ma funzionalmente equivalenti) non si applicherebbe, in quanto nel commercio tradizionale non ci sarebbero funzioni comparabili agli strumenti di comparazione dei prezzi.<\/li>\n<li>Infine, il divieto non beneficerebbe nemmeno dell\u2019esenzione individuale di cui all\u2019art. 101 co.\u00a03 <a href=\"http:\/\/eur-lex.europa.eu\/legal-content\/IT\/TXT\/HTML\/?uri=CELEX:12012E\/TXT&amp;from=En\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">TFUE<\/a> (\u201cdifesa dell&#8217;efficienza\u201d).<\/li>\n<\/ul>\n<h2><strong>Conclusioni<\/strong><\/h2>\n<p>Secondo l\u2019Alta Corte regionale di D\u00fcsseldorf, i produttori <strong>non potrebbero proibire generalmente ai loro distributori di usare strumenti di comparazione dei prezzi<\/strong>. Allo stesso tempo, la corte ha rifiutato di concedere l&#8217;autorizzazione a un appello contro la propria decisione \u2013 che, comunque, <strong>pu\u00f2 essere richiesto<\/strong> separatamente, tramite la via dell&#8217;impugnazione (cfr. artt. 74, 75 della <a href=\"http:\/\/www.gesetze-im-internet.de\/englisch_gwb\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Legge contro le restrizioni in materia di concorrenza<\/a>). Il futuro sviluppo di criteri limitanti i distributori nella rivendita online resta aperto, in particolare in quanto (i) il caso Coty \u00e8 attualmente pendente presso la <a href=\"https:\/\/curia.europa.eu\/jcms\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Corte di Giustizia dell\u2019UE<\/a> (vedi sotto) e (ii) la Commissione UE nella sua <a href=\"http:\/\/ec.europa.eu\/competition\/antitrust\/sector_inquiries_e_commerce.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">inchiesta di settore sull\u2019e-commerce<\/a> apparentemente sembra favorire i produttori di articoli di marca (vedi sotto).<\/p>\n<ol>\n<li>La Corte ha lasciato esplicitamente aperte \u2013 adducendo che non fossero rilevanti per la sua decisione \u2013 la questioni se:\n<ul>\n<li>il <strong>divieto di motori di ricerca<\/strong> sia anti competitivo (paragrafo 44 e ss. della decisione);<\/li>\n<li>il <strong>divieto generale di usare piattaforme di terze parti<\/strong> sia anti competitivo (paragrafo 7) \u2013 sebbene il \u201c<em>Distribution System 1.0<\/em>\u201d di Asics vietasse anche piattaforme come Amazon e eBay.<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<\/ol>\n<ol start=\"3\">\n<li>Se e come <strong>produttori di prodotti di lusso o di marca<\/strong> possono continuare a vietare la loro distribuzione via <strong>Amazon, eBay e altri mercati <\/strong>in generale verr\u00e0 probabilmente deciso dalla <a href=\"https:\/\/curia.europa.eu\/jcms\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Corte di Giustizia UE<\/a> nei prossimi mesi \u2013 nel caso Coty (vedi il nostro post \u201c<a href=\"https:\/\/www.legalmondo.com\/2017\/02\/ecommerce-restrictions-distributors-germany\/\">eCommerce: restrizioni su distributori in Germania<\/a>\u201d) per il quale un&#8217;udienza ha gi\u00e0 avuto luogo alla fine di marzo 2017.<\/li>\n<li>Senza pregiudizio per il caso Coty, la <strong>Commissione UE<\/strong>, nella propria <a href=\"http:\/\/ec.europa.eu\/competition\/antitrust\/sector_inquiries_e_commerce.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">inchiesta di settore sull&#8217;e-commerce<\/a> del maggio 2017, dichiarato che<\/li>\n<\/ol>\n<ul>\n<li><em>\u201c<strong>divieti di marketplaces in generale non producono una proibizione di fatto<\/strong> della vendita online, non restringono l&#8217;uso effettivo di internet come canale di vendita indipendentemente dai mercati colpiti dal divieto\u2026\u201d;<\/em><\/li>\n<li><em>\u201cla <strong>potenziale giustificazione ed efficienze<\/strong> riportate dai produttori differiscono da un prodotto all&#8217;altro &#8230;\u201d;<\/em><\/li>\n<li><em>\u201c(assoluti) divieti di marketplaces <strong>non dovrebbero essere considerati quali restrizioni fondamentali<\/strong> nel significato dell&#8217;articolo 4(b) e articolo 4(c) del regolamento su categorie di accordi verticali e pratiche concordate \u2026\u201d;<\/em><\/li>\n<li><em>\u201cla Commissione o una autorit\u00e0 nazionale della concorrenza potrebbe decidere di ritirare la protezione del <\/em><a href=\"http:\/\/eur-lex.europa.eu\/LexUriServ\/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2010:102:0001:0007:IT:PDF\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>regolamento su categorie di accordi verticali e pratiche concordate<\/em><\/a><em> in casi particolari, se giustificato dalla situazione di mercato\u201d<br \/>\n(41\u201343 del <\/em><a href=\"http:\/\/ec.europa.eu\/competition\/antitrust\/sector_inquiry_final_report_en.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Report finale sull&#8217;inchiesta di settore sull&#8217;e-commerce<\/em><\/a><em>).<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<ol start=\"5\">\n<li>Per dettagli sulla distribuzione online e il diritto antitrust, si prega di consultare il mio ultimo articolo <a href=\"https:\/\/www.linkedin.com\/pulse\/distribution-online-eu-2018-internet-sales-from-asics-rohr%C3%9Fen\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">&#8220;<em>Internetvertrieb in der EU 2018 ff. &#8211; Online-Vertriebsvorgaben von Asics \u00fcber BMW bis Coty<\/em>\u201d, in: Zeitschrift f\u00fcr Vertriebsrecht 2017, pp. 274-281<\/a>.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Perci\u00f2, sulla base della pi\u00f9 recente posizione della Commissione Europea, vi \u00e8 <strong>spazio per argomenti e per la redazione creativa di contratti<\/strong>, posto che anche divieti generali di mercato possono essere compatibili con le norme UE sulla concorrenza. Comunque, le corti potrebbero considerare la questione in modo differente nel singolo caso. Conseguentemente, soprattutto la <a href=\"https:\/\/curia.europa.eu\/jcms\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Corte di Giustizia UE<\/a> con il suo caso Coty (vedi sopra) porter\u00e0 maggiore chiarezza per la futura distribuzione online. <strong>Sul caso Coty, la <\/strong><a href=\"https:\/\/curia.europa.eu\/jcms\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Corte di Giustizia UE<\/strong><\/a><strong> decider\u00e0 il 6\u00a0dicembre\u00a02017<\/strong> (vedi il <a href=\"https:\/\/curia.europa.eu\/jcms\/jcms\/Jo1_6581\/en\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">calendario giudiziario della Corte<\/a>) : rimanete aggiornati sugli sviluppi seguendo il nostro blog.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I produttori di articoli di marca tipicamente puntano ad assicurare lo stesso livello di qualit\u00e0 lungo tutti i canali di distribuzione. 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