Guida alla Distribuzione Internazionale del Vino in Russia

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Russia: un mercato in espansione innamorato del vino

Sulla base di una ricerca pubblicata da marketing.rbc.ru, nel 2019 – per la prima volta in cinque anni – le vendite di vino sono aumentate del 4,4% rispetto al 2018, ovvero di 40,9 milioni di litri. Questi numeri fotografano come l’interesse dei consumatori per i vini di importazione sia in generale aumento. Nonostante ciò, nel 2020 è prevista una diminuzione del 10,1%, che però è dovuta al generale calo dei redditi reali causato dall'epidemia di Coronavirus, che ha colpito principalmente la domanda di vini del settore HoReCa, che la quarantena è scesa quasi allo 0. Nel triennio 2021-2024, però, si prevede una ripresa delle vendite di vino in Russia ad un tasso annuo di circa il 4%.

Nuova legge federale russa sulla vinificazione

Il 26 giugno 2020 è entrata in vigore la legge federale del 27 dicembre 2019 “Sulla viticoltura e la vinificazione nella Federazione Russa".

La legge ha lo scopo di sostenere i produttori locali di vino e proteggere i consumatori dalla contraffazione del vino. Essa stabilisce: 

  • la classificazione dei prodotti vitivinicoli;
  • le norme tecnologiche per la produzione di prodotti vitivinicoli, i requisiti per le materie prime e i materiali utilizzati;
  • lo status giuridico dei soggetti della viticoltura e della vinificazione;
  • i requisiti per la contabilità e lo sfruttamento economico dei vigneti; 
  • la creazione di commissioni di degustazione per la valutazione organolettica della qualità dei prodotti vitivinicoli;
  • la creazione del sistema nazionale russo di protezione del vino per indicazione geografica e luogo di origine;
  • le peculiarità dell'etichettatura e della vendita al dettaglio dei prodotti vitivinicoli;
  • la creazione di collezioni e valutazione dei prodotti vitivinicoli;
  • le forme, condizioni e procedure per il sostegno statale ai produttori di prodotti vitivinicoli coltivati in Russia.

Denominazione d’origine e registrazione del marchio in Russia

La legislazione russa tutela tanto i diritti di denominazione di origine geografica quanto il marchio: la protezione dei suddetti diritti da parte della normativa russa è, però, condizionata alla registrazione sia della denominazione di origine geografica, sia del marchio, presso l’organo esecutivo federale della proprietà intellettuale (Rospatent).

É permessa la registrazione di una denominazione di origine geografica situata in uno stato estero se il nome del prodotto in questione è protetto, a sua volta, nel paese di origine dello stesso. Il diritto esclusivo all’uso del nome dello specifico luogo di provenienza delle merci è riservato solo al soggetto che gode della tutela di tale diritto nel paese di origine del prodotto.

Rispetto al marchio, oltre alla possibilità di registrazione in Russia, vi è anche la registrazione internazionale, in virtù dell’accordo di Madrid e al relativo protocollo.

Il Sistema di Madrid può rappresentare una soluzione conveniente e vantaggiosa per gestire e registrare il marchio a livello mondiale. Con la presentazione di una sola domanda ed il pagamento delle spese, si può richiedere la tutela del diritto in 118 paesi, tra i quali la Russia.

In base alla legislazione sulla responsabilità civile derivante da violazione dei diritti del titolare del diritto di denominazione di origine e marchio, è previsto il risarcimento danni. Tuttavia, si può anche optare per una “compensazione”, ossia una sanzione prevista specificamente in materia IP come alternativa al risarcimento danni.

Regole sull’etichettatura del vino in Russia

Ai sensi della normativa russa, l’etichettatura dei prodotti alimentari deve essere conforme ai requisiti previsti dagli standard tecnici dell’Unione Doganale, la quale, una volta verificatane l’ottemperanza, apporrà il relativo marchio di conformità.

Queste le informazioni minime da indicare obbligatoriamente in russo sull’etichetta:

  • Nome e tipo di vino;
  • Contenuto e lista degli ingredienti;
  • Volume; 
  • Data d’imbottigliamento;
  • Data di scadenza;
  • Condizioni per la conservazioni prima e dopo l’apertura della bottiglia;
  • Nome ed indirizzo del produttore e dell’importatore autorizzato;
  • Raccomandazioni e/o restrizioni sul consumo;
  • Contenuto nutrizionale;
  • Avvertenza di OGM presenti nel prodotto; 
  • Marchio di conformità dell’Unione Doganale.

In conformità alla nuova legge federale, le persone che si occupano della vendita al dettaglio di prodotti vitivinicoli devono garantire che il consumatore sia informato sulla/e varietà, sul luogo di origine e sull'anno di raccolta dell'uva utilizzata per la produzione dei prodotti vitivinicoli venduti, indipendentemente dal luogo di produzione.

Le informazioni relative alla/e varietà, al luogo di origine e all'anno di vendemmia sono comunicate al consumatore indicandole sull'etichetta. In questo caso, le informazioni relative al luogo di origine e all'anno di vendemmia devono essere indicate nel carattere, la cui dimensione è pari ad almeno 14 punti. Sull'etichetta e nel nome delle bevande alcoliche ottenute dalla fermentazione di un frutto diverso dall'uva non è consentito l'uso della parola "vino", così come delle frasi e dei derivati.

L'etichetta e la controetichetta delle bevande alcoliche contenenti uva con il contenuto effettivo di alcol etilico in volume non superiore al 22% devono indicare che le bevande in questione non sono vino mediante la dicitura "IS NOT WINE". La superficie della parte dell'etichetta e della controetichetta destinata esclusivamente alla collocazione delle informazioni non deve essere inferiore a un quinto della superficie totale dell'etichetta e della controetichetta.

In caso di vendita al dettaglio di bevande alcoliche contenenti uva il contenuto effettivo di alcol sia inferiore al 22%, queste devono essere collocate (rivestite) separatamente dal vino, in modo da consentire al consumatore di separare visivamente tali prodotti. Queste bevande devono inoltre essere accompagnate da una dicitura informativa "PRODUCTION IS NOT WINE".

I vigneti che producono vino spumante nel territorio della Federazione Russa a partire dalle uve coltivate nel territorio della Federazione Russa con il metodo della fermentazione cuvée hanno il diritto di indicare il nome "Russian Champagne" sull'etichetta di tali prodotti.

Le importazioni parallele del vino straniero in Russia

Le importazioni parallele consistono nell’importazione all’interno della Federazione Russa di prodotti originali recanti l’etichetta del marchio registrato del titolare da parte di soggetti diversi dal proprietario, appunto, del marchio o da un importatore da questi autorizzato. É importante tenere presente che questo tipo di importazione ha ad oggetto prodotti fabbricati dal titolare del marchio o, almeno, sotto il controllo dello stesso; pertanto, bisogna distinguerla dal fenomeno della contraffazione, che è, invece, la produzione e l’etichettatura di prodotti da parte di terzi senza il consenso del titolare del marchio.

L’importazione di un prodotto in Russia da parte di un soggetto non autorizzato, senza il consenso del titolare del marchio, è lecita solo in presenza del consenso del titolare (anche se l’importatore ha acquistato il prodotto dal titolare stesso o dal suo distributore in uno stato estero). In mancanza del consenso, il titolare potrà agire contro l’importatore non autorizzato per responsabilità civile, ai sensi della legislazione russa.

Al fine di migliorare la vigilanza sulle importazioni parallele all’interno della Federazione Russa, i titolari iscrivono i marchi al registro della proprietà intellettuale, tenuto dalle autorità doganali federali russe.

Il titolare del marchio che abbia motivi fondati di ritenere che vi sia stata una violazione dei diritti relativi all’importazione di merci all’interno della Federazione, in conformità con la normativa locale, può fare domanda alle autorità doganali di iscrizione della proprietà intellettuale al registro doganale della proprietà intellettuale della dogana. Di conseguenza, una delle condizioni basilari per l’iscrizione di un marchio al Registro è l’esistenza di fondati motivi per credere che il marchio in questione abbia subito una violazione da parte di terzi. L’iscrizione al registro doganale prevede, per il titolare, i seguenti vantaggi:

  • Possibilità di vietare ai terzi non autorizzati l’importazione delle merci in Russia;
  • Possibilità di concedere il diritto di importazione delle merci con il marchio in etichetta iscritto al Registro solo ad importatori autorizzati. Il titolare può cambiare, in qualsiasi momento, la lista degli importatori autorizzati, includendone altri (o escludendone);
  • Possibilità di ottenere informazioni (entro un giorno lavorativo) da parte di un’autorità doganale, riguardo alla presunta violazione dei diritti relativi al marchio e sulle possibili misure per la tutela dello stesso.

Sdoganamento, dazi e tassazione del vino in Russia

Aliquote d’accisa: può variare dai 5 ai 36 rubli al litro:

  • 5 rubli al litro (per vini con denominazioni di origine controllata)
  • 18 rubli al litro (per gli altri vini)
  • 14 rubli al litro (per vini frizzanti / champagne con denominazione di origine controllata)
  • 36 rubli al litri (per altri vini frizzanti / champagne)

Dazi doganali: 12,5% del valore delle merci

IVA: 20%

Promozione e pubblicità per la vendita del vino sul mercato russo

La pubblicità delle bevande alcoliche in Russia è strettamente regolamentata dalla normativa in materia. Di seguito riportiamo alcuni esempi di requisiti indicati dalla legge.

La pubblicità delle bevande alcoliche non può:

  • Contenere affermazioni che facciano supporre che l’uso di alcolici abbia un ruolo importante ai fini del riconoscimento del successo pubblico, professionale, e/o sportivo, o che migliori le proprie condizione fisiche o mentali;
  • Stigmatizzare la cessazione del consumo di bevande alcoliche;
  • Contenere espressioni che descrivano gli alcolici come innocui o salutari. Nel divieto sono incluse le informazioni sulla presunta esistenza di additivi biologicamente attivi e vitamine negli alcolici;
  • Contenere informazioni che descrivano gli alcolici come dissetanti;
  • Essere rivolta a minorenni;
  • Usare immagini (comprese quelle elaborate con l’uso di cartoni animati) di persone e animali).

La pubblicità delle bevande alcoliche non può essere inserita in: riviste, giornali, trasporti pubblici o cartellonistica. Il divieto è esteso anche a organizzazioni di tipo militare, scolastico o medico. Inoltre, non è permessa la pubblicità di alcolici in teatri; circhi; musei; sale concerti ed esibizioni; sale conferenze; biblioteche e strutture sportive. Per quanto riguarda i mezzi d’informazione, è parzialmente consentita la pubblicità su internet di vini prodotti da uve coltivate sul territorio nazionale; a parte questa rara eccezione, però, il divieto vale per tutti i media (radio, Tv e internet).

I Contratti per la distribuzione di vino in Russia

Distribuzione all’ingrosso

Per poter importare merci in Russia, le parti devono firmare un contratto di fornitura. In questo, è necessario che si riflettano le informazioni fondamentali sulle condizioni di consegna di ogni tranche (in conformità ai regolamenti doganali) e sui requisiti di controllo della valuta. Sarà onere del compratore presentare il contratto alla dogana (per lo sdoganamento, appunto) e in banca, per il pagamento al fornitore e per conformità alla legislazione in materia di controllo della valuta.

Nonostante il contratto di distribuzione non abbia una regolamentazione specifica in Russia, le parti possono validamente concludere contratti di distribuzione, possibilità espressamente contemplata dalla legge (ai sensi dell’art. 421 del codice civile russo), che prevede che le parti siano libere di firmare contratti “atipici”, ossia senza una disciplina specifica nella legislazione.

In considerazione del fatto che i contratti di distribuzione prevedono una serie di obbligazioni più ampia rispetto ai contratti di fornitura (tra le quali, ad esempio, vi sono clausole riguardanti: esclusività, territorio, concorrenza, uso del marchio, ecc.), le parti, in genere, inseriscono le clausole sui termini e condizioni richiesti per i contratti di fornitura nei contratti di distribuzione o, in alternativa, concludono un altro contratto di fornitura recante la specifica regolamentazione dei termini di consegna di ogni tranche.

La fornitura di vino in Russia richiede una licenza specifica per l’acquirente del vino (il distributore), che deve essere registrato come ente avente personalità giuridica in conformità alla legislazione russa in materia.

Dato che la nuova legge federale sulla vinificazione non contiene disposizioni relative all'istituzione di attività specifiche di concessione di licenze per la produzione e la circolazione di prodotti vitivinicoli, non è necessaria una nuova registrazione delle licenze.

Vendita al dettaglio

La distribuzione di vino attraverso il commercio elettronico è vietata in Russia.

La vendita al dettaglio è strettamente regolamentata dalla legge ed è richiesta la presentazione di una licenza specifica da parte del soggetto giuridico stabilito in Russia, ossia: un fornitore estero può vendere al dettaglio solo attraverso una sua società controllata e/o un distributore con base in Russia, e, in entrambi i casi, è necessario fornire tutte le autorizzazioni previste.

La normativa russa stabilisce, inoltre, specifici requisiti riguardo ai luoghi e momenti in cui è vietata la vendita di vino. La vendita al dettaglio di alcolici è proibita dalle 23 alle 8, con alcune eccezioni.

Diritto applicabile e risoluzione delle controversie

Le parti sono libere di scegliere la normativa applicabile e di adire l’arbitrato o gli organi giurisdizionali nazionali. Si raccomanda, tuttavia, nel caso di contratti internazionali di optare per l’arbitrato, poiché il riconoscimento e l’esecuzione dei lodi arbitrali in Russia è garantito dalla Convenzione di New York del 1958, che trova buon riscontro presso gli organi giurisdizionali russi. L’arbitrato, inoltre, ha il pregio della confidenzialità, che permette la non-divulgazione di informazioni riservate.

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