Guida alla Distribuzione Internazionale del Vino in Polonia

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Polonia: un mercato molto promettente

Quello polacco è un mercato del vino molto promettente. I polacchi si stanno avvicinando sempre di più al mondo del vino, e ciò è sicuramente connesso allo sviluppo della cultura culinaria, all'adozione dello stile di vita occidentale e al reddito crescente. Ciò ha portato il vino da tavola ad essere attualmente al quarto posto in Polonia nelle categorie di alcool maggiormente vendute, ma non è l’unico settore in crescita. Si è notato uno sviluppo molto rapido anche nella categoria spumanti, tant’è vero che le varietà di Prosecco e Cava hanno ottenuto un autentico successo, registrando un aumento particolarmente elevato delle vendite e in parallelo c'è una tendenza evidente verso il settore premium, ossia verso l’acquisto di prodotti di qualità medio-alta.

Come proteggere il marchio in Polonia

Per registrare un marchio in Polonia è necessario presentare una domanda di registrazione del marchio all'Ufficio Brevetti polacco. La tassa di registrazione è di 450 PLN (circa 110 EUR) se il prodotto viene registrato in una sola classe, più 400 PLN (circa 100 EUR) per ogni classe aggiuntiva. Il richiedente deve pagare anche 90 PLN (circa 23 EUR) per la pubblicazione delle informazioni sulla concessione della protezione del marchio nel bollettino dell'Ufficio Brevetti.
Se l'Ufficio Brevetti non rileva alcun motivo per rifiutare la registrazione, la domanda è pubblicata nel bollettino dell'Ufficio Brevetti ed entro 3 mesi da tale pubblicazione, i terzi possono presentare opposizione alla domanda. Se non viene presentata alcuna opposizione o l'opposizione viene giudicata inammissibile o rifiutata, l'Ufficio Brevetti registra il marchio. La procedura di registrazione del marchio dura mediamente all’incirca 6 mesi. Un'applicazione correttamente preparata riduce significativamente la durata del procedimento di esame, pertanto quando si registra un marchio vale la pena ricorrere ai servizi di un avvocato o di un consulente in materia di brevetti. La protezione di un marchio nazionale ha una durata di 10 anni e può essere rinnovata per periodi successivi previa pagamento delle relative tasse.
Va ricordato che registrando un marchio nell'Ufficio Brevetti polacco, questo marchio gode di protezione solo nel territorio della Polonia. Per ottenere una protezione più ampia, occorre prendere in considerazione la registrazione del marchio a livello europeo (EUIPO) (si veda in dettaglio la scheda UE) o internazionale (OMPI). L'industria vinicola ha finora registrato in Polonia marchi denominativi, marchi figurativi e marchi sia denominativi che figurativi.

L'etichettatura del vino in Polonia

L'etichettatura del vino deve essere effettuata secondo la normativa europea, pertanto si rimanda alla scheda sull’UE di questa stessa guida.
A livello nazionale, le regole per l'etichettatura dei prodotti vitivinicoli sono definite nelle disposizioni sulla qualità commerciale dei prodotti agroalimentari. Questa disciplina prevede che il vino messo in commercio in Polonia deve essere etichettato quantomeno in lingua polacca. La correttezza dell'etichettatura del vino, compresa l'inclusione di eventuali informazioni obbligatorie sull'etichetta, è soggetta al controllo di ispezioni specializzate che, nel caso di etichettatura errata, possono portare a sanzioni.

Le regole per la vendita del vino sul mercato polacco

La vendita di vino in Polonia può essere soggetta al controllo di numerose autorità, quali in particolare: Ispettorato Commerciale, Ispettorato Sanitario ed Ispettorato di Controllo di qualità dei Prodotti Agricoli e Alimentari (IJHARS).
Ai sensi della legge sull'educazione alla sobrietà e contro l'alcolismo, le vendite di vino in Polonia richiedono l'ottenimento di un'autorizzazione (per i prodotti con un tasso alcolico compreso tra il 4,5% e il 18%). Sono richiesti permessi separati per il commercio del vino all'ingrosso (sono emessi dal “maresciallo del Voivodato”) e per il commercio del vino al dettaglio (sono emessi dall'organo esecutivo di ciascun Comune). I Consigli comunali sono autorizzati a determinare il numero di punti di vendita di alcolici all’interno del territorio comunale e le regole dettagliate per la concessione dei permessi di vendita al dettaglio.
La procedura di rilascio dell'autorizzazione richiede circa 1 mese. La tariffa per il rilascio dell'autorizzazione per il permesso di commercio all'ingrosso è di 4.000 PLN (1.000 EUR), mentre la tariffa per il permesso di commercio al dettaglio è di 525 PLN (130 EUR). Le tariffe per l'uso continuato dell'autorizzazione dipendono dal valore effettivo delle vendite.
L'attività imprenditoriale nel settore del commercio del vino richiede anche la notifica all’Ispettorato Provinciale di Controllo commerciale di qualità dei Prodotti Agricoli e Alimentari (WIJHARS).
Nel caso in cui si stabilisca una cooperazione con un'entità polacca, pertanto, è opportuno verificare se essa dispone di un'opportuna autorizzazione, per limitare il rischio che le merci vengano sequestrate dall'ufficio doganale.
Da ultimo si segnala che in Polonia è proibito pubblicizzare e promuovere la vendita del vino.

Sdoganamento e tassazione per l'export del vino in Polonia

È necessario che un'entità che gestisce un'impresa in Polonia si registri come soggetto passivo IVA (l'obbligazione diventa effettiva una volta raggiunto l'ammontare del fatturato specificato dalla normativa applicabile) e come soggetto passivo per accise.

La registrazione come soggetto tenuto al versamento delle accise comporta l'obbligo, tra l’altro, di tenere una registrazione dei prodotti soggetti ad accisa e di registrare le fascette.

La Polonia fa parte dell’Unione Doganale Europea, pertanto per il regime delle accise e per la circolazione delle merci all’interno dello Spazio Economico Europeo si rimanda alla scheda sull’UE.

La vendita di vino in Polonia è soggetta alla seguente tassazione:

  • Accise - l'accisa per il vino è di 158 PLN per 1 ettolitro di prodotto finito, 
  • Imposta sul valore aggiunto (IVA) (23%).

L'Associazione degli Imprenditori del settore delle bevande alcoliche ha calcolato che, in caso di vendita di una bottiglia di vino (0,75 lt) per un importo di 15 PLN (circa 3,5 €), le tasse ammontano all’incirca al 26% del prezzo di vendita (1,11 PLN - accise e 2,80 PLN - IVA).
La Polonia è uno dei pochi stati membri dell'UE in cui vi è ancora l'obbligo di apporre un bollo d’importazione di accisa, vale a dire una fascetta, sui vini. Gli operatori del settore hanno proposto l’abolizione di quest’obbligo da diverso tempo, ma il legislatore non ha ancora provveduto.

La vendita del vino via e-commerce

La legge polacca definisce un elenco chiuso di luoghi in cui sono ammesse vendite al dettaglio di alcolici. La legge, tuttavia, non regola esplicitamente la vendita di alcol via Internet, il che porta a interpretazioni divergenti sulla possibilità di vendere vino online in Polonia, al punto che neanche la giurisprudenza è uniforme a questo riguardo. I rivenditori stessi, allora, stanno affrontando la questione in modi diametralmente opposti: alcuni rinunciano a tale canale di vendita, altri ricercano delle soluzioni per vendere online minimizzando il rischio. Una di queste consiste nel prevedere che la vendita (seppur pattuita online) avviene presso il luogo di vendita fisico del negozio, mentre il sito web è semplicemente una piattaforma dove gli alcolici vengono prenotati, che poi dovranno essere ritirati fisicamente in negozio.
Nell’incertezza normativa, ci sono anche negozi che vendono vino online e lo spediscono direttamente nel luogo indicato dal consumatore, limitando semplicemente la possibilità di effettuare tali acquisti ai maggiorenni (tramite registrazione al sito web). Si segnala, tuttavia, ceh tale soluzione è molto rischiosa per il venditore, perché, se questo sistema di vendita dovesse essere ritenuto non conforme alla legge, l’autorità potrebbe revocare il permesso di vendere alcolici.
L'industria del settore alcolici ha già proposto in passato di modificare la legge di modo da disciplinare le vendite online, ma il legislatore non è ancora intervenuto.

I contratti per la distribuzione di vino in Polonia

Suggerimenti per la negoziazione dei contratti di distribuzione in Polonia:

  • Analizza il mercato. Sebbene il consumo pro-capite di vino in Polonia sia ancora uno dei più bassi dell'UE, la concorrenza sul mercato del vino è già piuttosto forte. Gli operatori che entrano nel mercato polacco dovrebbero quindi basare la propria attività di export sulla base di un solido business plan, con dei target chiari che permettano di pianificare correttamente la distribuzione. Attualmente, il più grande canale di distribuzione del vino è rappresentato dai supermercati e dai discount (oltre il 60%) e la quota di mercato rimanente è suddivisa tra negozi specializzati e settore HoReCa (hotel e ristoranti).

  • Verifica il tuo partner commerciale. Verifica se il tuo partner commerciale è debitamente iscritto nel “registro degli imprenditori” (KRS - per le aziende) o nel “registro centrale e informazioni sulle attività commerciali” (CEIDG - per le persone fisiche). Entrambi i database sono disponibili via Internet gratuitamente, pertanto è possibile trovare e verificare facilmente lo stato corrente del proprio partner, controllare l'indirizzo registrato o il codice fiscale (NIP), verificare il modo di rappresentazione della società e verificare se la società ha presentato i rendiconti finanziari richiesti.

  • Firma un contratto anche in polacco (si consiglia la versione bilingue). Può essere utile in caso di necessità di rendere pubblico il contratto davanti alle autorità competenti o davanti al tribunale.

  • Stai attento alla pubblicità. Ricorda che la pubblicità e la promozione del vino in Polonia sono proibite. Il divieto riguarda sia la distribuzione pubblica di marchi di bevande alcoliche o simboli grafici ad essi associati, che nomi e simboli grafici di imprenditori che producono bevande alcoliche. Pertanto, non si può imporre al distributore l’obbligo di condurre campagne pubblicitarie. A tal proposito, si consiglia di gestire la negoziazione di questi aspetti con un consulente legale specializzato nel settore.

  • Esclusiva solo a determinate condizioni. Si noti che, indipendentemente dalla propria quota di mercato, non è possibile imporre al proprio distributore alcuna restrizione relativa alle vendite passive [vale a dire vendite in risposta alle richieste dei singoli clienti] che, come visto nella scheda sull’UE ai sensi della normativa europea anti-trust non possono essere limitate o vietate. Le vendite attive, invece, possono essere limitate se la quota di mercato delle parti non superi la soglia del 30% della quota di mercato. Eventuali patti contrari alla normativa antitrust possono essere soggetti ad indagini da parte dell'Autorità garante della concorrenza ed eventuali sanzioni finanziarie.

  • Controlla la qualità in caso di dubbi. Sfortunatamente, sul mercato ci sono anche dei prodotti che vengono contraffatti mediante l’aggiunta di altre sostanze, come acqua, zucchero, alcol o estratti di frutta. In caso di dubbi, è sempre opportuno fare della analisi e verificare l’autenticità del prodotto e, a questo scopo, lo scorso anno in Polonia è stato lanciato uno speciale laboratorio di autenticazione del prodotto, in cui importatori e produttori possono verificare l'autenticità e la qualità dei vini importati.

  • Pensa al costo finale. Gli esportatori di vino stranieri potrebbero considerare la possibilità di imbottigliare il vino direttamente in Polonia. Il trasporto di vino sfuso è molto più economico rispetto al trasporto di vino in bottiglia, ed in Polonia sono disponibili moderni impianti di imbottigliamento. Tale risparmio sui costi inoltre può ridurre il prezzo finale del vino sullo scaffale del negozio, specialmente nel segmento dei vini da tavola, dove il costo del trasporto costituisce un elemento importante del prezzo del vino. Non bisogna parimenti dimenticare l’obbligo di apposizione dell’etichetta per il pagamento delle accise.
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