Guida alla Distribuzione Internazionale del Vino in Messico

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Messico: un mercato del vino in crescita

Nonostante, a prima vista, il consumo di vino pro capite può sembrare inferiore rispetto ad altri mercati, da una più attenta analisi emerge che le vendite di vino in Messico crescono, mediamente, dell’8% all’anno. Questo rende quello messicano un mercato giovane ed in netta espansione, che quindi rappresenta una grande occasione per i commercianti vinicoli internazionali; prova ne è che, nel 2018, stando alle statistiche del consumo di vino, solo il 29% del consumo era coperto dalla produzione nazionale, mentre il 71% dei vini era importato. Questo perché il consumatore medio è caratterizzato da una scarsa consapevolezza, pertanto tende a fidarsi dei vini provenienti da paesi che, tradizionalmente, sono produttori vinicoli, come l’Italia, la Francia, la Spagna ed altri paesi emergenti in questo mercato, come gli USA, il Cile e l’Argentina.

Come proteggere il marchio in Messico

Alla luce dell’espansione del mercato, il legislatore ha cercato di evolvere la normativa per proteggere sia i consumatori che i produttori vinicoli locali, ed evitare l’uso di marchi che possano generare confusione sul mercato. Da ultimo si segnala la legge del 2018 – per la promozione dell’industria vinicola – e la nuova normativa (NOM-199-SCFI-2017) che disciplina l’uso dell’indicazione “vino messicano”, limitandolo è limitata ai vini prodotti al 100% da uva messicana, ed il cui contenuto totale è fermentato ed imbottigliato nel territorio.

Per quanto riguarda la tutela della proprietà intellettuale, si raccomanda di registrare la denominazione (“Vida Amora”, ad esempio) o la denominazione insieme al logo (qualora fosse il caso) nel momento in cui si accede al mercato messicano. La registrazione del marchio prevede due procedure alternative, in Messico: (1) presentazione diretta della relativa domanda all’ufficio marchi (IMPI); oppure (2), presentazione della domanda internazionale ai sensi del protocollo di Madrid.

La procedura all’IMPI, però, risulta più spedita: l’iter nazionale, infatti, può durare dai 4 ai 6 mesi (salvo richiesta di ulteriore documentazione), a fronte dei 12/18 mesi necessari per una registrazione internazionale.
Una volta presentata la domanda, si acquisisce la precedenza sul marchio. Gli atti ufficiali dell’IMPI saranno pubblicati sulla gazzetta ufficiale della proprietà industriale. La registrazione dura 10 anni ed è rinnovabile, ma – in alcuni casi – possono essere richieste dichiarazioni d’utilizzo del marchio per mantenere la validità della registrazione.

Recenti modifiche alla legislazione in materia di proprietà industriale hanno ampliato il campo d’azione della tutela legislativa, fino ad includere i marchi sonori e olfattivi, i marchi olografici, i marchi di certificazione e le immagini commerciali (il cosiddetto “trade dress”), e questi elementi sono stati inseriti nella nuova legge federale sulla protezione della proprietà industriale, che entrerà in vigore il 5 novembre 2020.

Oltre alla registrazione del marchio (requisito imprescindibile affinché il consumatore possa verificare l’autenticità del prodotto; ma anche a fini fiscali, di lotta alla contraffazione e di salute pubblica), è necessario che le bevande alcoliche in bottiglia rechino l’etichetta ed il sigillo rilasciati del ministero delle Finanze.

Regole sull’etichettatura del vino in Messico

La normativa e la regolazione secondaria in materia sono costante oggetto di modifiche. La disposizione ufficiale messicana (NOM-142-SSA1-SCFI-2014) impone l’obbligo di indicazione in spagnolo delle seguenti informazioni:

  • tipo di prodotto e relativo marchio; 
  • nome/ denominazione sociale e domicilio fiscale del responsabile del prodotto;
  • paese di provenienza e dati della partita; 
  • gradazione alcolica 
  • informazioni sanitarie (ad esempio, didascalie con avvertenze)
  • informazioni commerciali (come il contenuto), fra le altre.

La suddetta normativa prevede requisiti specifici riguardo l’indicazione scritta, la posizione e la simbologia per ognuna di queste informazioni. Le direttive ufficiali messicane sono disponibili online nel catalogo ufficiale (Catalogo Oficial) del ministero dell’Economia.

Le etichette saranno sottoposte alla verifica di conformità da parte della commissione per la prevenzione di rischi sanitari (COFEPRIS) e si raccomanda, inoltre, di ottenere l’approvazione dell’agenzia per la protezione del consumatore (PROFECO). Queste formalità potranno essere espletate dal produttore attraverso un rappresentante sul territorio.

Una volta verificata l’osservanza dei requisiti normativi, Il ministero delle Finanze autorizzerà il rilascio delle etichette e dei sigilli da affiggere sulle bottiglie (siano esse importate o nazionali), per certificarne la produzione avvenuta in conformità alle leggi e l’ottemperanza degli obblighi fiscali.

Le registrazioni necessarie per l’importazione del vino in Messico

Per poter importare vini in Messico, è necessaria l’iscrizione al registro degli importatori presso l’amministrazione tributaria (SAT) del ministero delle Finanze. Il richiedente deve avere un numero di identificazione del contribuente (RFC), un domicilio fiscale accertato (o deve esserne stato richiesto l’accertamento) e la firma elettronica per esigenze fiscali; deve essere, inoltre, in regola con gli adempimenti fiscali ed avere un indirizzo di posta elettronica valido per le diverse verifiche, incluse quelle fiscali. È consigliabile fare riferimento ad un rappresentate presente sul territorio, di modo da agevolare l’ottenimento di queste autorizzazioni.

L’importatore deve anche essere registrato al COFEPRIS, che rilascerà l’autorizzazione sanitaria per l’importazione solo a seguito della presentazione dell’avviso di attività (“aviso de funcionamiento”), nel quale deve essere indicato il tipo di prodotto che si intende immettere sul mercato.

Essendo il Messico uno Stato federale, oltre alle autorizzazioni e documenti richiesti (vedi paragrafo successivo), vi possono essere leggi statali che impongono altre regole per la vendita e distribuzione di alcolici, pertanto – prima di immettere i prodotti sul mercato – è sempre opportuno fare una verifica con un legale del luogo, esperto in materia.

La pubblicità delle bevande alcoliche subisce alcune limitazioni, pertanto deve essere, in ogni caso, oggetto di autorizzazione da parte del COFEPRIS.

Sdoganamento, dazi e tassazione del vino nel mercato messicano

Prima dell’arrivo delle merci alla dogana, l’importatore dovrà aver presentato la domanda per lo sdoganamento. I documenti e le autorizzazioni più importanti per l’importazione sono: la dichiarazione d’importazione, la fattura commerciale, la polizza di carico ed il certificato di origine. Il prodotto deve, inoltre, essere conforme alla normativa messicana in materia (ad esempio: regole sull’etichettatura).

La legislazione tributaria è complessa e in costante evoluzione, ma, in sintesi, le imposte sui prodotti vinicoli in Messico corrispondo, approssimativamente, al 40-50 % del valore delle merci, e sono composte da:
Imposta generale sull’importazione (% Variabile): Secondo la normativa in materia di import/export, l’imposta generale su vini di uve fresche è del 20%. Vi sono, però, varie eccezioni, come il vino frizzante. Possono, inoltre, essere applicate anche delle imposte statali per le procedure doganali (ad esempio, dell’8x1000). Tariffe ridotte sono applicate in presenza di accordi di libero commercio.
Imposta sul Valore aggiunto (IVA) (16%): L’aliquota generale del 16% si applica all’importazione di vini ed alla loro commercializzazione. Alle transazioni al confine settentrionale possono essere applicati riduzioni sull’IVA.
Imposta speciale sulla produzione e servizi (IEPS) (% Variabile): L’imposta prevede l’applicazione di aliquote diverse in base alla gradazione alcolica del prodotto da immettere sul mercato: 1) fino a 14 gradi, il 26,5%; 2) tra i 14 ed i 20 gradi, il 30%; 3) superiore ai 20 gradi, il 53%.

I contratti per la distribuzione del vino in Messico

Ecco i nostri consigli per le trattative di un contratto di distribuzione: 

  • Con chi condurre le trattative? Prima di instaurare un rapporto d’affari con un partner commerciale messicano, è fondamentale verificarne l’organizzazione e la sua regolarità. Inoltre, è importante accertarsi che il firmatario abbia, effettivamente, il potere di vincolare la società. É, dunque, importante controllare i seguenti documenti: atto di costituzione iscritto al registro pubblico del commercio; mandati degli avvocati; documenti d’identità del rappresentante legale; certificato di residenza recente; certificato di registrazione fiscale (RFC); certificato di registrazione all’istituto messicano per la previdenza sociale (IMSS) e relativo certificato di osservanza degli obblighi imposti dall’IMSS, rilasciato dall’amministrazione fiscale e dall’IMSS. Nel caso di persone fisiche, bisogna fare riferimento solo agli ultimi 4 documenti. La documentazione previdenziale dell’IMSS non serve se il distributore non dispone di lavoratori subordinati.

  • Definire i termini e le condizioni dei contratti. Si raccomanda di stabilire nel contrato i termini essenziali della distribuzione, ovvero lo schema di business ed i termini e condizioni negoziati, come ad esempio: i processi di acquisto e consegna, prezzi e date dei pagamenti, volumi minimi d’acquisto, politiche di rimborso e sostituzione, canali di vendita, attività promozionali, ecc.

    Oltre ai consigli appena visti, di natura puramente commerciale, vi sono alcune clausole che suggeriamo di inserire nel contratto per evitare possibili contenziosi, come ad esempio: termini di cessazione del contratto e rimedi esperibili, obblighi di riservatezza (NDA), tutela della proprietà intellettuale, limitazioni di responsabilità nei confronti del consumatore finale, modalità di trattamento dei dati personali, clausole di esclusiva e non concorrenza, ecc.

  • Diritto applicabile e giurisdizione. Le parti possono liberamente accordarsi sulla legge applicabile al contratto e sul foro o arbitrato ai quali adire. Se la distribuzione ha luogo in Messico, consigliamo di scegliere la legge ed i tribunali messicani, in modo tale da far rispettare l’osservanza del contratto senza la necessità di procedure internazionali, particolarmente lunghe e costose.

    Nel caso si opti per una normativa diversa, è necessario verificare che le clausole non siano contrarie al diritto messicano, così da evitare eventuali problematiche, ad esempio, in materia di antitrust. Consigliamo, pertanto, di consultare un legale esperto per verificare la validità delle clausole più delicate, come quelle di esclusiva e non concorrenza .

    Il centro messicano di arbitrato (CAM) è un’istituzione rinomata specializzata nella gestione di procedimenti di arbitrato commerciale, e ha regole e clausole standard e può nominare arbitri, periti e fornire consulenze riguardo le procedure di arbitrato.

  • Il contratto può essere redatto nella lingua scelta dalle parti. Tuttavia nel caso si scelgano gli organi giurisdizionali commerciali per la risoluzione di eventuali contenziosi, sarà necessaria la traduzione giurata allo spagnolo del contratto e degli altri documenti. Raccomandiamo, quindi, di redigere il contratto in spagnolo o, quantomeno, con una traduzione in spagnolo a fronte, ricordando che, in caso di controversia, sarà quest’ultima a prevalere.
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